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Martedì 21 Aprile 2026

VIGNAIOLI E VINI — il Blog di Nadio Stronchi

Nadio Stronchi

Nadio Stronchi, autore di “Vignaioli e vini della Val di Cornia e Isola d’Elba”, è un appassionato cultore di vini e, più in generale, di mondo agricolo. Bibliofilo e instancabile ricercatore è stato promotore di attività enoiche dentro la storia locale Val di Cornia, Toscana

​I vini della Maremma si stanno arricchendo

di Nadio Stronchi - Lunedì 20 Aprile 2026 ore 08:00

In realtà, come quantità, di vini sono stati sempre i bianchi a prevalere; Adatti quasi su tutti i cibi, il Trebbiano su tutti. Da qualche decennio, ora quali sono: dopo il Vermentino, il Viogner, il Sauvignon bianco, lo Chardonnay; si sta diffondendo anche il Fiano di Avellino e il Verdicchio di Jesi; Questi ultimi due danno vini di eccellente struttura e profumi. Mi ricordo negli anni 1980, quando iniziai una ricerca sistematica sulla viticoltura ed enologia in Val di Cornia in preparazione della rivalutazione dell'enologia con attività culturali, poi riprese dal Comune di Suvereto, nel 1985, andavo podere in podere, cantina in cantina, per sollecitare un nuovo corso enologico realizzando la seconda Condotta Enologica d'Italia, finanziata dalla Amministrazione Provinciale con l'Assessorato Socialista. 

Le iniziative erano anche quelle di valutare i vini con degustazioni didattiche e raccogliere dati sul patrimonio vitivinicolo dei vigneti con le loro tipi di vitigni si usavano in quel periodo. Dagli anni 1950, i poderi si erano attrezzati di una larga gamma di vitigni come il Trebbiano Toscano in larga parte, qualcuno il Vermentino, la Malvasia T, Clairette, l'Ansonica, il Biancone e in alcuni casi IL VERDICCHIO portato qua dai marchigiani con la Riforma Agraria. Fu il frutto di una ricostruzione agricola complessiva e aiutata da commercianti che frequentavano, anche per altre ragioni, il territorio della Val di Cornia. Intanto, nascono le nuove leggi sulla vitivinicoltura, con nuove regole e vincoli dell'uso dei vitigni che quando nacquero le nuove DOC erano compresi nei disciplinari. Ma, le scappatoie erano sempre pronte perché non c'erano solo le DOC, c'erano anche le IGT e i vini da Tavola con le quali si potevano usare, liberamente, i più svariati vitigni; 

Certo, i cicli viticoli sono lunghi e le modifiche spendiose e non tutti potevano cambiare uvaggi. Oggi, le aziende più quotate cambiano e aggiungono altri vitigni come hanno fatto con i vini rossi, e da poco stanno usando il Viogner, il Fiano, e il Verdicchio per gli IGT. Ho già degustato alcuni vini. Per esempio, quello di Attilio Scienza, docente di viticoltura, il Criseo, nella sua azienda Guado al Melo di Castagneto Carducci. Dopo questo mi ha impressionato; Oltre al Vermentino che da un fruttato e una finezza al vino, il Fiano e il Verdicchio danno una struttura e profumi aggiunti notevoli al vino assemblato. Chi ha risorse economiche larghe ci riserva, in enologia, delle piacevolissime soluzioni. Come sosteneva Luigi Veronelli: Ampia libertà nei vigneti e nelle cantine e si vedrebbe uno scintillio di eccellenti vini da ogni parte. Lui aveva spirito anarchico, io no, ma in questo caso aveva ragione. Le regole sono fatte per il “palazzo” che ti tiene alla corda, e devi chiedere in continuazione cose che loro, spesso, non conoscono perché proiettate nel futuro.

Il mio esame organolettico del Griseo è, Colore: paglierino carico. Olfatto: ampio, intensi profumi di agrumi e fiori con sentore prolungato. Gusto: ampio, sapido, si ripetono gli agrumi, sensazione prolungata con struttura notevole. Una concentrazione di uve con caratteristiche eccezionali. Di chi è? Di Attilio Scienza suo figlio e sua nuora; Uve come oro, usate con ricamo.

Nadio Stronchi

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