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Attualità mercoledì 09 dicembre 2020 ore 10:00

Metà agriturismi chiusi a Natale

pranzo natale

Il problema, evidenziato da Coldiretti, nel divieto di spostamento tra comuni che non consente di raggiungere le strutture per le feste



CASTELNUOVO GARFAGNANA — "Un agriturismo su due è intenzionato a non aprire per le festività di Natale": lo denuncia Coldiretti Lucca dando voce alle intenzioni registrate presso le 216 strutture autorizzate della provincia, principalmente concentrate tra Garfagnana e Media Valle. La loro clientela naturale è composta da persone in arrivo dalle grandi città o dalla costa. Col divieto di spostamento tra comuni imposto dal Dpcm sul Natale, gli agriturismi divengono di fatto irraggiungibili.

"La decisione di blindare gli italiani nel proprio comune nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno mette ko le 216 strutture agrituristiche autorizzate della provincia di Lucca", afferma Coldiretti Lucca in una nota. 

"La possibilità per le strutture della ristorazione di rimanere aperte a pranzo durante le festività è vanificata dai limiti agli spostamenti tra comuni. Un vero paradosso se si considera che gli agriturismi sono spesso situati in zone isolate, in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto". 

“La metà delle imprese agrituristiche – commenta Francesca Buonagurelli, presidente Coldiretti Lucca – sta valutando seriamente di non aprire. Ci sono troppi elementi di incertezza che vanno ben oltre ogni previsione. Le festività hanno sempre rappresentato un momento della stagione molto interessante soprattutto per il turismo interno, un volano per borghi e piccoli centri rurali, che quest’anno mancherà del tutto". 

Qualche dato? Eccoli: "Parliamo nel caso della nostra provincia di oltre 2mila posti letto e di un centinaio di strutture che effettuano ristorazione tipica che resteranno vuote, con gravi danni lungo tutta la filiera agricola e vitivinicola”. 

L’emergenza sanitaria ha quasi azzerato i fatturati delle piccole aziende agrituristiche, con crolli fino al 90 per cento rispetto allo scorso anno: "Il rischio di perdere il Natale ed il Capodanno - afferma Buonagurelli - ora è più che concreto. Eppure, qui da noi, i turisti sarebbero al sicuro come a casa loro. Il Dpcm avrebbe dovuto considerare la particolarità delle strutture agrituristiche: sono la tipologia ricettiva dove il distanziamento è un elemento naturale. Bisognava osare di più per consentire ai piccoli centri di non spegnersi”.



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