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mercoledì 19 dicembre 2018

Lavoro venerdì 12 maggio 2017 ore 10:52

Kme, Fiom e Fim ai ferri corti

Pellegrini di Fim: "La rappresentatività di cui parla Fiom l’hanno espressa il 70 per cento dei lavoratori". Braccini: "Loro portavoce dell'impresa"



BARGA — "Dalla risposta scomposta del coordinatore Fiom per Kme, si può dedurre che non gli siano rimasti altri argomenti che quello di darci dei filoaziendalisti". La segretaria provinciale di Fim Narcisa Pellegrini ha risposto alle parole di Fiom: "La rappresentatività di cui parla il coordinatore Fiom l'hanno espressa a maggioranza (70 per cento) i lavoratori quando hanno deciso (contro la sua indicazione) di continuare a prendere per mano il proprio futuro di lavoro affinché la fabbrica continui a garantire occupazione e futuro di lavoro a tutti". 

"Chi strumentalmente ci da oggi dei filoaziendalisti - ha chiarito Pellegrini - continua a dimostrare di non aver capito il senso dell'accordone unitariamente firmato il 22 giugno scorso a Firenze, a partire dal piano industriale che finalmente esprime concretezza".

"Se è di una autonoma analisi sindacale di cui vogliamo trattare - ha concluso la segretaria provinciale - Fiom ci faccia capire se parliamo di numeri o dei sacrifici che da anni i lavoratori stanno patendo per mantenere e rilanciare il proprio posto di lavoro. Continuare ad affermare che guardare al futuro è puerile, significa continuare ad offendere l'intelligenza dei lavoratori che hanno creduto e credono in un progetto votandolo a larghissima maggioranza. Il resto è da conquistare e alla meta vogliamo arrivarci tutti insieme".

Da Fiom, ieri, i rappresentanti sindacali hanno detto: "Ormai la Fim Cisl nel gruppo Kme, - ha detto ieri il coordinatore nazionale di Fiom Massimo Braccini - forse per non evidenziare la limitata rappresentatività sindacale, sembra si limiti esclusivamente a svolgere un ruolo di portavoce dell'impresa, addirittura pensando di avere una così elevata erudizione sui bilanci di un'azienda così complessa, tanto da affermare che non ci siamo accorti dei miglioramenti della trimestrale 2017. Queste sono le precise affermazioni aziendali, pensavamo che la Fim Cisl non si limitasse solo a riportare quanto dice l'impresa, ed invece non notiamo una autonoma analisi sindacale sui bilanci". 

"Esaltare chissà quale ripresa - ha aggiunto ieri Braccini - cosa che abbiamo tutto l'interesse che avvenga, fa parte di una linea sindacale abbastanza puerile che guarda al quotidiano. Per far risorgere la Kme è necessaria una più profonda lettura della situazione unita ad una strategia sindacale appropriata che abbia come orizzonte il gruppo in tutta la sua dimensione nazionale ed europea. La Kme è in crisi da anni, abbiamo accompagnato tutto il processo di ristrutturazione in piena autonomia. I lavoratori a causa di questa situazione stanno pagando un prezzo pesante, da anni vengono utilizzati ammortizzatori sociali e l'occupazione è scesa pesantemente".

"La mancanza di liquidità sta provocando un rallentamento produttivo - ha concluso l'esponente di Fiom - Ci sarebbe la possibilità di avere più volumi di lavoro, ma non ci sono i soldi per acquistare la materia prima. E’ questo un problema che ritroviamo in tutto il gruppo, tant'è che in altri stabilimenti hanno proclamato iniziative di mobilitazione, forse la Fim Cisl non ne è a conoscenza. Vanno riacquisiti volumi produttivi adeguati, circa il doppio di quelli esistenti, per tornare ad occupare tutti i lavoratori. Per farlo sono necessari ulteriori impegni finanziari da parte della proprietà. Noi crediamo che ci siano le condizioni per un rilancio della produzione del rame, ma non possiamo stare a guardare da qui al prossimo anno". 



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