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Tumore al seno, “Sorrisi in Rosa” festeggia 10 anni di solidarietà e prevenzione

MILANO (ITALPRESS) – Una diagnosi di tumore al seno può cambiare tutto, ma non deve significare affrontare il percorso da sole. E’ questo il messaggio che da dieci anni porta avanti “Sorrisi in Rosa”, l’iniziativa nata dall’esperienza di donne che hanno vissuto sulla propria pelle la malattia e che oggi scelgono di trasformare quel vissuto […]



MILANO (ITALPRESS) – Una diagnosi di tumore al seno può cambiare tutto, ma non deve significare affrontare il percorso da sole. E’ questo il messaggio che da dieci anni porta avanti “Sorrisi in Rosa”, l’iniziativa nata dall’esperienza di donne che hanno vissuto sulla propria pelle la malattia e che oggi scelgono di trasformare quel vissuto in sostegno, consapevolezza e speranza per altre pazienti. All’Auditorium IULM di Milano, 170 donne provenienti dalle Breast Unit degli ospedali Humanitas di tutta Italia si sono ritrovate per celebrare questo importante traguardo con l’evento “Let’s talk with Sorrisi in Rosa: 10 anni insieme”. In questi dieci anni di attività tutta volta alla prevenzione e alla sensibilizzazione per non lasciare sola nessuna, “Sorrisi in Rosa” ha raccolto testimonianze potenti, che hanno trovato una sintesi in “Non pensavo che mi riguardasse”, un corto realizzato per l’occasione dagli studenti IULM e proiettato durante la serata. A spiegare le origini di questo progetto è stata una delle co-fondatrici, Cristina Barberis Negra, scrittrice a cui è stato diagnosticato due volte un tumore alla mammella. “Mi sono chiesta: cosa faccio affinchè questa malattia diventi qualcosa di positivo? Così, dall’incontro con Luisa Morniroli, fotografa che per prima ha pensato a questo progetto, e insieme ai senologi delle Breast Unit di Humanitas, abbiamo creduto che “Sorrisi in Rosa” fosse un modo di far sì che le altre donne non si sentissero mai sole in una situazione di diagnosi e poi di cura e guarigione. Eravamo in dodici, all’inizio, amiche e amiche di amiche; poi, grazie a Fondazione Humanitas per la Ricerca, siamo riuscite a far sì che questo progetto diventasse qualcosa di molto più allargato. Oggi siamo 170 donne e testimoniamo la nostra esperienza di rinascita”. Il non far sentire sole le altre pazienti passa anche per delle fotografie che ritraggono le appartenenti a “Sorrisi in Rosa”. Gli scatti vengono esposti nelle Breast Unit dei vari poli di Humanitas, da Rozzano a Catania. Come ha spiegato Cristina Barberis Negra, si vuole “restituire alle donne una propria visione di sè lontana da certi stereotipi in bianco e nero o con cicatrici in evidenza. Sono foto che portano la rinascita come esempio, quindi sorrisi in luce naturale di donne che hanno affrontato un periodo difficile, ma che poi si sono riscoperte”. Nuovi scatti sono alla base di “Dame in rosa”, vera e propria mostra fotografica presentata all’IRCCS Humanitas San Pio X di Milano: in questo caso, le protagoniste sono state ritratte tra le opere del Museo Poldi Pezzoli, così da mettere in dialogo l’arte con un momento dell’esperienza della malattia. La presenza di “Sorrisi in Rosa” nelle strutture Humanitas ha avuto e continua ad avere un ruolo terapeutico confermato anche dalla professoressa Carmen Criscitiello, Responsabile Oncologia Mammaria di IRCCS Istituto Clinico Humanitas e Responsabile Oncologia IRCCS Humanitas San Pio X. La dottoressa ha avuto modo di osservare in prima persona l’effetto che il movimento ha sulle pazienti che per la prima volta ricevono una diagnosi di tumore della mammella. “E’ molto importante la vicinanza di “Sorrisi in Rosa” perchè c’è l’esperienza condivisa di donne che prima di te hanno vissuto una diagnosi, hanno vissuto un percorso”, ha sottolineato. “Questo vuol dire potersi confrontare, poter condividere le paure, ma anche vedere le speranze. Il focus di “Sorrisi in Rosa” è proprio questo, l’aspetto positivo. Sapere di avere un tumore non è mai una bella notizia, ma il modo in cui lo si affronta e le possibilità di cui disponiamo possono consentirci anche di essere cautamente ottimisti e di poter poi affrontare il tutto anche con un sorriso”. Un sorriso che può spuntare sulle labbra delle pazienti grazie alle terapie di cui oggi si dispone e che sono in evoluzione continua, aiutando a guarire più donne o ad aumentarne il tasso di sopravvivenza. I dieci anni di “Sorrisi in Rosa” e soprattutto le storie di chi anima il progetto sono stati sintetizzati in un corto realizzato con il coinvolgimento delle studentesse e degli studenti del corso di Laurea Magistrale in Televisione, cinema e new media dell’Università IULM. “Non pensavo mi riguardasse” è nato per parlare di prevenzione senza utilizzare il linguaggio della paura, ma quello della cura e della consapevolezza. Sotto la guida del docente coordinatore Giuseppe Carrieri, Giada Scarfiello, Francesco Sacco ed Elena Mascellani ne hanno curato la regia, portando la loro sensibilità sullo schermo e affrontando l’argomento con grande delicatezza. “Abbiamo lavorato in sinergia per focalizzarci sul tema della prevenzione, perchè da qui deriva anche il titolo del cortometraggio”, ha raccontato Scarfiello. “Spesso cerchiamo di frenare la malattia quando i sintomi sono già presenti e quando ci sembra essere troppo tardi. Volevamo dare importanza al tema di fermarci un momento prima, ascoltare il proprio corpo e prenderci cura di noi stessi”. “E’ stato un molto formativo”, ha aggiunto il co-regista, Francesco Sacco, “perchè come registi siamo spesso chiamati a raccontare storie, ma entrare in quelle che non ci riguardano direttamente è un pò più complesso. Abbiamo dovuto usare una certa sensibilità per entrare in punta di piedi nelle storie che dovevamo raccontare e abbiamo voluto trasmettere questo sentimento anche attraverso l’inquadratura. E’ stato molto toccante vedere le diverse esperienze di vita che alla fine si incrociano tutte in un filo unico”. Alla proiezione del corto ha partecipato anche un ospite d’eccezione: Gerry Scotti. Il conduttore tv è da anni testimonial e padrino storico di “Sorrisi in Rosa” e sul palco ha portato anche una parte del suo vissuto, sottolineando l’importanza della prevenzione e della ricerca. La serata si è conclusa con la consegna di un riconoscimento a uno dei volti più noti e amati del piccolo schermo: la rettrice IULM, Valentina Garavaglia, ha infatti porto a Gerry Scotti il Premio Humanitas-IULM per il suo costante impegno nella Comunicazione della Prevenzione e della Ricerca. Il conduttore ha ringraziato e salutato le 170 donne di “Sorrisi in Rosa” con una promessa: prossimamente saranno sue ospiti a “La Ruota della Fortuna”, così da dare ulteriore risalto nazionale a un progetto che da dieci anni cerca di non lasciare indietro nessuna. – foto f12/Italpress – (ITALPRESS).

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